Wednesday, May 02, 2007

Moebius balla, io starnutisco & Topo Gigio spacca tutto!

E rieccoci a casa dopo il full-immersion napoletano, raffreddato e un pò malandato, come al solito. Castel Sant’Elmo è tanto bello quanto freddo e umido, e non sia mai che lascio casa senza beccarmi qualcosa, porcapupazza. Ma ne è valsa le pena, e non solo per la mozzarella di bufala e il caffè in tazza bollente, arf... Sono state giornate intense, fra ritrovi e nuove conoscenze. La prima già durante il viaggio d’andata, dove con Marco Corona sono seduto vicino a un tipo baffuto che schizza in continuazione su un notebook, e che si rivela poi un affermato artista argentino dedito alla causa peronista, Daniel Santoro, che ci mostra un enorme e lussuoso catalogone dei suoi lavori ed è al lavoro sulle scenografie per “Zenitram”, film semisupereoistico argentino che chissà se vedremo mai qui da noi…

All’arrivo Grotesque mi aspettava già esposto fra le novità, facendo mi sembra la sua bella figura. Ma appena il tempo di sfogliarlo e già bisognava presenziare all’inaugurazione del comicon, sul ventosissimo terrazzone del castello. Fra i pezzi esposti alla grande mostra sulla fantascienza, fra cose notevoli e fuffa (specie spagnola) troneggiavano vicine tre tavole di Corben tratte da Creepy, un Kirby e un Feldstein. Strabuzzo gli occhi e immediatamente penso a come svitare gli esili plexiglass che mi separano dal tesoro e rubarne almeno una parte, magari approfittando del caos del buffet, che ormai tutti stanno fissando come lupi affamati. Poi, essendo lupo anch’io, rinuncio e mi fiondo con piatto e forchetta a duellare nel branco per la sopravvivenza. Ma quel tesoro ancora mi perseguita, dannaz.


Poi due nuove piacevolissime compagnie: Francesca Ghermandi, nota autrice bolognese bravissima quanto simpatica e frizzante, prodiga di aneddoti e umanità, e Manuele Fior, a very smart guy con cui ho fatto amicizia in circa 9 secondi e con cui ho condiviso gioie e dolori (specie dolori) di una camera d’albergo da siuri uscita drittadritta dalle migliori stamberghe di Alan Ford.
E poi Maurizio Pira, che come me collabora anche con l’Istituto Barlumen ed è autore di deliranti e assurdi minifumetti disegnati come i miei quaderni delle elementari, che però fanno ridere dieci volte più di un sacco di roba umoristica in giro. “Topo Gigio spacca tutto” mi fa ancora ghignare, se ci penso. Eppoi Massimo Semerano, che vedrò 2/3 volte l'anno e qui gira con un’identica maglia a strisce da ape Maia come la mia, comprata a Madrid io e a Budapest lui e indossata da entrambi in un'obliqua triangolazione geografico modaiola qui a Napoli; il caro Mariotto Gabos che cerca di lenire il mio naso gocciolante a suon di Zirtec, Giacomo Nanni che rivedo sempre con piacere, il simpatico Francesco Cattani che cresce sempre più, e un bel pò di altra gente... ma soprattutto last but not least Riccardo De Marino, standista di Bonelli e vecchia conoscenza che ringrazio ancora per avermi ospitato a casa sua l'ultima notte, dato che la stamberga mi ha sfrattato prima del previsto...

E in chiusura SPOTLIGHT ON:
l'inaspettato show in occasione dell’inaugurazione della mostra di Joan Sfar all’Istituto di cultura francese Grenoble.


Moebius al pennarello e Joan Sfar all'ukulele. Ammetto di non essere mai stato un accanito fan del Maestro francese, ma veder comporsi proiettato sul muro un suo improvvisato ritratto di noi spettatori mi genera un brividone lungo la schiena che sfocia in un mentale "sti cazzi". Non un attimo di dubbio e indecisione nella mano, linee distanti si legano e baciano in una elegante gestualità generando sagome perfette e senza sbavature. Mi sento di colpo una nullità grafica assoluta.


Nello stupore generale, il fumettista francese più famoso del mondo si cimenta in un improvvisato e applaudito ballo.






Igort in un veloce team-up vocale con Sfar.







Accompagnato sulla carta da Massimo Giacòn, tocca poi a Davide Toffolo darci dentro. Versioni acustiche dal repertorio dei suoi Tre Allegri Ragazzi Morti, più un divertente omaggio a Petrolini.



Matt Madden alle prese con una versione acustica di "Fragile" dei Wire (!).

Piu tardi mi complimenterò per la scelta.








Giacòn in performance solista su una sua base elettronica. Very nice, fra il cabaret e i Devo.





That's all, folks!

11 comments:

smoky man said...

acc, acc, Ponk, non essere stato presente! me tapino, me tapiro ;)

smok!

ponkio said...

Ciao smok, MONO 2 è uscito. Primoppoi lo segnalo in apposito post. Stay tuned.

topo gigio said...

adesso ti spacco il blog con una testata, bdsh!
ciao, io sono ammalato, sarà la maledizione del vomero! è stato un festival della madonna, speriamo che ci rimettano in camera assieme! per il resto ti aspetto a parigi.
Pubblicità subliminale: leggete Grotesque, un fumetto bellissimo avviluppante e preciso come una bomba a orologeria.
alla prossima,
manu

Anonymous said...

Mannaggia a te, io da ieri sera sono steso da un raffreddore come non ne beccavo dai tempi della scuola! E giurerei che i miei bacilli sono strani, come dire?... Obliqui... Così imparo a tornare in treno con te!

Ciao,

Federico

ponkio l'untore said...

Azz, sono veramente tremendo allora. Ma io mi son già ripreso e presto anke voi farete altrettanto, fidatevi. Meanwhile, abbracci diagonali.

quasimai said...

Ciao Sergio! è stato un piacere conoscerti :)
Ho cercato invano il tuo mail per mandarti il link verso i video a venire. Comunque da oggi in poi li troverai sul mio bloggo.
a presto
Massimo

ponkio said...

Hey Massimo, manda pure il link a

sergioponchione@libero.it

grazie 1000 e a prezt!

Perissi said...

Gustosissimo reportage!
Ho letto "Grottesque", nonchè già recensito sul mio blog!

Perissi said...

'Azzo, ho scritto due volte "Grottesque" con due "T", ma sarò ssiemo?

Anonymous said...

imparato molto

Anonymous said...

quello che stavo cercando, grazie